Razionale

Un’accurata determinazione di HER2 è fondamentale per il trattamento ottimale dalla paziente e le linee guida per la valutazione delle pazienti con carcinoma mammario raccomandano la determinazione precoce dello stato HER2 del tumore.
In Europa, il carcinoma mammario che presenta una iper-espressione del recettore HER2 (HER2 positivo) colpisce circa 100mila donne ogni anno. La maggior parte di questi casi viene diagnostica in uno stadio iniziale, quando la malattia è localizzata e lo scopo del trattmento è quello di ottenere la guarigione della paziente.
Almeno due milioni di donne nel mondo sono state trattate con trastuzumab e molte hanno tratto beneficio da questa terapia, che è oggi il trattamento standard per le pazienti con tumore del seno positivo per HER2.
Nel corso degli anni la famiglia di farmaci diretti contro l’azione di HER2 si è ampliata per includere molecole come l’anticorpo monoclonale pertuzumab, i cosiddetti inibitori tirosin chinasici di HER2 (lapatinib, neratinib e pazopanib) e trastuzumab emtansine, una combinazione tra anticorpo e farmaco tossico per la cellula.
Nonostante i comprovati benefici di trastuzumab nel setting adiuvante, i dati di follow-up a lungo termine mostrano che dal 15 al 24% dei carcinomi mammari si ripresenta dopo una mediana di 8-11 anni.
Un anno di terapia adiuvante prolungata con neratinib, somministrato dopo la chemioterapia e trastuzumab, può migliorare in modo significativo i tassi di recidive clinicamente rilevanti nelle donne con un carcinoma mammario HER2-positivo.
Obiettivo dell’attività formativa è quello di riunire i maggiori esperti nazionali della materia con i clinici del territorio per dar vita ad un confronto/dibattito sul trattamento della donna affetta da forma iniziale di carcinoma mammario Her2 positivo.